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Comitato Centrale UIL: conclusioni del Segretario generale Luigi Angeletti febbraio 22, 2012

Posted by eticaemorale in mondo lavoro.
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Si è conclusa, oggi pomeriggio, la due giorni del Comitato centrale della Uil convocato per un esame sullo stato e sulle prospettive del confronto per la riforma del mercato del lavoro. Le assise del sindacato di Via Lucullo, svoltesi a porte chiuse,  si sono concluse con l’intervento del Segretario generale, Luigi Angeletti, che ha raccolto le indicazioni giunte dal dibattito e ha espresso, così, la posizione che la Uil avrà al tavolo della trattativa.

“La Uil sarà favorevole a soluzioni razionali –ha detto Angeletti – che saremo in grado di spiegare ai nostri iscritti e ai lavoratori. Noi abbiamo sempre preferito che le situazioni di crisi aziendali fossero affrontate facendo ricorso alla cassa integrazione perché questo strumento ha consentito, in più di una circostanza, di far rientrare i lavoratori nell’azienda.

Non ci rassegniamo al declino di un’impresa – ha spiegato Angeletti – ed ecco perché la cassa integrazione rappresenta, per noi, lo strumento principe con cui gestire le situazioni di crisi. Ora, in alternativa, il Governo ci propone l’indennità di disoccupazione. Potremo accettarla? Staremo al merito. Vogliamo sapere quanto tempo dura, questa indennità, e a quanto ammonta. Chiediamo inoltre che riguardi solo coloro che hanno lavorato e che il lavoro lo hanno perso”.

Angeletti ha poi affrontato anche i temi della flessibilità in uscita e dell’articolo 18. A proposito di quest’ultimo aspetto, il leader della Uil ha ribadito la posizione dell’Organizzazione. “Non si tratta di modificare l’articolo 18 che – ha precisato Angeletti – tutela i lavoratori dai licenziamenti senza giustificato motivo e senza alcuna ragione.

Eventualmente, il punto è un altro. Un lavoratore deve sapere quali suoi comportamenti sono considerati legittimi e quali, invece, lo possono penalizzare. Ecco perché la soluzione razionale – ha concluso Angeletti – sarebbe la definizione dei casi di giusta causa, per evitare discutibili interpretazioni. Ciò costituirebbe un elemento di certezza per i lavoratori e per le imprese”.

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