Convention 2012, un rispettoso raccoglimento a coloro che soffrono gennaio 16, 2012
Posted by eticaemorale in mondo lavoro.trackback
Ai tempi in cui ho iniziato la mia avventura nel mondo sindacale ero un giovane inesperto che non aveva ancora ben capito quale fosse il modello di società a cui aspiravo.
Io, che venivo da una famiglia di imprenditori, trovai subito nel lavoro dipendente palesi diseguaglianze tra capacità e retribuzione. Troppo spesso le retribuzioni non camminavano di pari passo con le capacità, anzi capacità e ruolo ruotavano insieme ad una serie di fattori che non avevano (e non hanno tutt’ora) poco a che fare con il merito o con l’impegno che ogni soggetto profondeva.
La parola d’ordine era: ubbidire, ubbidire e basta.
Piano piano iniziai ad avvicinarmi a colleghi per la maggior parte laureati, che negli anni 68-70 avevano partecipato ai movimenti studenteschi contro i “poteri forti”. Colleghi di entrambi i gruppi linguistici che credevano in una società più giusta ed in un territorio eco-sostenibile che potesse avvicinare le persone ed i popoli.
A quei tempi con l’espressione “pensiero unico” si intendeva rappresentare in senso negativo l’egemonia culturale del liberismo. Ora, con gli anni, l’espressione intende rappresentare tutte quelle iniziative finalizzate ad un obiettivo predefinito i cui pochi portatori ne traggano maggior vantaggio.
Da parte dello scrivente esprimo un lungo e doveroso raccoglimento per coloro che saranno le vittime del pensiero unico nella speranza che un nuovo movimento possa migliorare un mondo del lavoro ormai in costante deriva.